Riflessioni post Seminario IDeA 18 gennaio 2020

Il seminario del 18 gennaio 2020 voluto dalla Rete IDeA e organizzato dall’I.C. di Cavalese ha visto la partecipazione di più di cento docenti appartenenti agli istituti della Rete. Non solo è stata l’occasione per conoscere e stringere amicizia fra colleghi delle valli Fiemme e Fassa con quelli della valle dell’Adige e del bacino di Riva del Garda, ma anche per condividere esperienze e pratiche altrimenti poco accessibili. E’ questo uno dei motivi per cui esiste la rete IDEA: venire a conoscenza di soluzioni per problemi comuni, sapere “come fanno gli altri”, avere un confronto con e un riscontro da esperti riconosciuti a livello nazionale, riconoscere negli altri colleghi le energie per cambiare il proprio modo di lavorare e lasciarsi influenzare, partecipare ad un progetto comune volto ad un cambiamento dinamico nel tempo delle modalità e degli spazi in cui la scuola ha luogo.

La docente Beate Weyland e una sua ricercatrice della Libera Università di Bolzano sono state il motore di una riflessione sul tema degli spazi di apprendimento basata su dialogo e didattica laboratoriale. Il laboratorio è stata il momento per riflettere su come sono adesso i nostri spazi, su come li stiamo vivendo, impiegando o non usando, come li vorremmo gestire e perché non ci soddisfano.

Le esperte di INDIRE Elena Mosa, Maria Guida e Silvia Panzavolta sono state invece l’occasione per ribadire il cambiamento del paradigma: basta scuola trasmissiva, benvenuta scuola della costruzione collettiva della conoscenza e della competenza.

Quanto detto sopra è stato ovviamente sentito in maniera differente da ciascun partecipante e tutto ha avuto molto senso fin quando l’intenzione era di tirarsi su le maniche per mettere in pratica quanto suggerito dagli esperti in collaborazione con il colleghi e il proprio dirigente. Sappiamo com’è finita e che siamo in attesa di tempi migliori.

Quello che non ci è mancato però è stato il tempo per pensare il nostro ritorno in classe, diverso da quello vissuto durante il lockdown, su come vogliamo il nostro ambiente di lavoro condiviso con gli alunni e il personale scolastico. Questo è un tempo prezioso per riflettere, visto che è necessario rispettare le regole contro la diffusione del virus, un tempo per imparare ad usare le ICT nel miglior modo possibile, un tempo per imparare a gestire l’ansia della prestazione a distanza che a volte ci porta a caricare gli alunni e le famiglie di compiti che difficilmente svolgeremmo insieme in classe.

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