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“Ciò che si vede dipende da come si guarda”

La celebre affermazione di Kierkegaard può riassumere una delle parti del corso condotto dai docenti della Ca’Foscari Annalisa Brichese e Fabio Caon oggi 8 settembre a Cavalese.

Durante la giornata di aggiornamento si propongono numerose e diverse attività praticate dai docenti iscritti e riferibili alle diverse fasi che compongono ciò che gli esperti chiamano Unità di acquisizione.

Motivazione, globalità, analisi e sintesi costituiscono infatti i pilastri fondamentali di una didattica induttiva che dovrebbe aiutare l’insegnante a valorizzare i diversi stili cognitivi degli alunni.

Il corso è anche un’ottima occasione per socializzare e confrontarsi con colleghi che provengono da lontano come Trento, Rovereto, Avio, Riva del Garda.

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Classi ad abilità differenziate con Annalisa Brichese e Fabio Caon

I.C. Cavalese protagonista oggi e domani nell’ospitare i docenti dell’Università della Ca’ Foscari Fabio Caon e Annalisa Brichese. Argomenti delle giornate di aggiornamento sono la natura delle classi differenziate e la loro gestione.

Il corso proseguirà con una ricerca-azione in cui saranno coinvolti i colleghi degli istituti della Rete e i loro alunni.

Gestire le diverse abilità degli studenti prevede organizzazione, strumenti e attività pensate nello specifico e tema del percorso di ricerca sarà proprio quello di fornirli ai docenti iscritti.

Domani 8 settembre il percorso proseguirà in presenza mattina e pomeriggio presso la sala conferenze del centro servizi di via Marconi (sopra la Biblioteca comunale di Cavalese).

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Outdoor education all’I.C. di Avio

Oggi 4 settembre 2021 tocca all’I.C. di Avio avviare l’attività di aggiornamento delle Rete IDeA con il percorso di ricerca azione Outdoor Education.

Il percorso, o meglio i percorsi, è proprio il caso di dirlo, si svolgeranno all’aperto nella località di Marco di Rovereto presso la famosa ruina dantesca e presso il bellissimo castello di Avio. Lì gli esperti condurranno i docenti a riflettere sulle potenzialità educative della natura, anche in termini di benessere e di tracce culturali che l’uomo ha lasciato in eredità ai posteri.

La formazione promosso dall’I.C. di Avio vede il contributo di Caritro, la collaborazione del FAO, dell’Università di Parma e l’Università della Valle d’Aosta.

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Al via i nuovi percorsi formativi della Rete IDeA

Da oggi 2 settembre 2021 prendono il via i nuovi percorsi di aggiornamento proposti dalla Rete IDeA. Il primo incontro vede protagonista l’Istituto comprensivo di Rovereto Nord che ospita le relatrici del CREMIT: dott.ssa Serena Triacca e dott.ssa Rosaria Pace.

Tema della giornata la didattica blended e l’approccio laboratoriale! Un appuntamento interessante per capire cosa si intende per didattica blended alla luce della transizione digitale.

L’appuntamento di oggi si inserisce nel percorso di ricerca-azione ben più ampio dal titolo: Proposta progettuale “Ambienti digitali per promuovere l’apprendimento attivo e inclusivo: attività laboratoriali e progettazione “blended”. Si tratta di un percorso coordinato dagli esperti del CREMIT sotto la direzione scientifica del prof. Pier Cesare Rivoltella.

Domani toccherà agli esperti Pace e Valgolio. Appuntamento per gli iscritti alle ore 17.00

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Capisaldi per un approccio innovativo. Riflessioni a margine del laboratorio di Jenny Poletti Riz

Di Carolina Capovilla.

Come docente della scuola primaria di Molina di Fiemme ho avuto l’occasione di partecipare al workshop della prof.ssa Jenny Poletti Riz, insegnante e formatrice, divulgatrice in Italia del “Writing and reading workshop”, ideato presso la Columbia University. L’occasione è stata data dal Seminario della Rete IDeA, organizzato dall’Istituto comprensivo di Trento 6.

Jenny Poletti Riz ha proposto un excursus ad ampio respiro sui capisaldi del metodo del Writhing and Reading Workshop applicabili non solo all’insegnamento della lingua italiana, ma a tutti gli ambiti disciplinari lungo un percorso interattivo tracciato da alcuni importanti segnavia. Sono infatti sei i capisaldi di questo approccio innovativo e laboratoriale all’insegnamento:

  1. La pratica riflessiva

Alla base di ogni vero progresso c’è la nostra volontà e capacità di riflettere costantemente su noi stessi, sul nostro modo di essere insegnanti, sui nostri obiettivi, limiti e punti di forza in un’ottica non giudicante, ma progettuale. Si tratta di un lavoro senza fine che deve partire dall’insegnante prima di essere rivolta agli studenti. 

  1. L’attenzione al processo

Quello che conta è il viaggio. Anche nell’apprendimento. Focalizzarsi sul processo più che sui risultati significa concentrarsi sul “come” più che sul “cosa” e spostarsi continuamente dall’agire al riflettere in un processo costante di metacognizione, di consapevolezza sui propri processi di pensiero. In una classe dove la focalizzazione è posta sul processo ognuno sarà messo nelle condizioni di seguire i propri tempi e potrà perseguire obiettivi personalizzati. 

  1. La comunità

Insieme si cresce e l’insieme è qualcosa di più della somma delle parti. Se la classe riuscirà a trasformarsi in una vera comunità in cui studenti e insegnanti si sostengono, si scambiano feedback e storie, discutono, pensano e si confrontano, l’apprendimento ne sarà potenziato.  Si gettano così le basi per una cittadinanza consapevole e attiva, il clima diventa positivo e le relazioni più distese.  Le comunità di studenti e di insegnanti vanno attivamente costruite, promosse e sostenute. 

  1. L’insegnante che diventa maestro artigiano

Insegnare è praticare in prima persona ciò che si insegna e l’insegnante più efficace non si limita a parlare, ma fa e mostra come si fa. La classe si trasforma così in un laboratorio artigianale dove si dedica tempo consistente alla pratica autonoma.

  1. Le strategie

Ogni abilità, per essere appresa, ha bisogno di strategie insegnate in modo esplicito e mirato. Le strategie sono gli “How to” che permettono di costruire abilità permanenti. Le minilesson sono i momenti in cui le strategie vengono insegnate. Il tempo delle lezioni frontali, inserendo un solo insegnamento alla volta, si riduce notevolmente per lasciare spazio alla pratica individuale.

  1. L’autovalutazione

Gli studenti sono guidati a riconoscere i loro punti di forza, le aree su cui lavorare: in questo modo imparano a conoscersi e si danno loro stessi obiettivi importanti e realistici. Sono loro i protagonisti e i viaggiatori! Autovalutazione e metacognizione sono strettamente intrecciate: non vi può essere la prima senza la seconda.

Concludendo, l’intera sessione di laboratorio si è svolta replicando perfettamente l’approccio del WRW: i brevi momenti di presentazione frontale sono stati intervallati da svariate occasioni di coinvolgimento attivo dei partecipanti,  seguite a loro volta da una vivace fase di condivisione e di confronto. Il tutto in un clima di autenticità e gioiosità che sono due fra le più importanti parole chiave che ricorrono in questo metodo e lo caratterizzano.

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Riflessioni post Seminario IDeA 18 gennaio 2020

Il seminario del 18 gennaio 2020 voluto dalla Rete IDeA e organizzato dall’I.C. di Cavalese ha visto la partecipazione di più di cento docenti appartenenti agli istituti della Rete. Non solo è stata l’occasione per conoscere e stringere amicizia fra colleghi delle valli Fiemme e Fassa con quelli della valle dell’Adige e del bacino di Riva del Garda, ma anche per condividere esperienze e pratiche altrimenti poco accessibili. E’ questo uno dei motivi per cui esiste la rete IDEA: venire a conoscenza di soluzioni per problemi comuni, sapere “come fanno gli altri”, avere un confronto con e un riscontro da esperti riconosciuti a livello nazionale, riconoscere negli altri colleghi le energie per cambiare il proprio modo di lavorare e lasciarsi influenzare, partecipare ad un progetto comune volto ad un cambiamento dinamico nel tempo delle modalità e degli spazi in cui la scuola ha luogo.

La docente Beate Weyland e una sua ricercatrice della Libera Università di Bolzano sono state il motore di una riflessione sul tema degli spazi di apprendimento basata su dialogo e didattica laboratoriale. Il laboratorio è stata il momento per riflettere su come sono adesso i nostri spazi, su come li stiamo vivendo, impiegando o non usando, come li vorremmo gestire e perché non ci soddisfano.

Le esperte di INDIRE Elena Mosa, Maria Guida e Silvia Panzavolta sono state invece l’occasione per ribadire il cambiamento del paradigma: basta scuola trasmissiva, benvenuta scuola della costruzione collettiva della conoscenza e della competenza.

Quanto detto sopra è stato ovviamente sentito in maniera differente da ciascun partecipante e tutto ha avuto molto senso fin quando l’intenzione era di tirarsi su le maniche per mettere in pratica quanto suggerito dagli esperti in collaborazione con il colleghi e il proprio dirigente. Sappiamo com’è finita e che siamo in attesa di tempi migliori.

Quello che non ci è mancato però è stato il tempo per pensare il nostro ritorno in classe, diverso da quello vissuto durante il lockdown, su come vogliamo il nostro ambiente di lavoro condiviso con gli alunni e il personale scolastico. Questo è un tempo prezioso per riflettere, visto che è necessario rispettare le regole contro la diffusione del virus, un tempo per imparare ad usare le ICT nel miglior modo possibile, un tempo per imparare a gestire l’ansia della prestazione a distanza che a volte ci porta a caricare gli alunni e le famiglie di compiti che difficilmente svolgeremmo insieme in classe.