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Capisaldi per un approccio innovativo. Riflessioni a margine del laboratorio di Jenny Poletti Riz

Di Carolina Capovilla.

Come docente della scuola primaria di Molina di Fiemme ho avuto l’occasione di partecipare al workshop della prof.ssa Jenny Poletti Riz, insegnante e formatrice, divulgatrice in Italia del “Writing and reading workshop”, ideato presso la Columbia University. L’occasione è stata data dal Seminario della Rete IDeA, organizzato dall’Istituto comprensivo di Trento 6.

Jenny Poletti Riz ha proposto un excursus ad ampio respiro sui capisaldi del metodo del Writhing and Reading Workshop applicabili non solo all’insegnamento della lingua italiana, ma a tutti gli ambiti disciplinari lungo un percorso interattivo tracciato da alcuni importanti segnavia. Sono infatti sei i capisaldi di questo approccio innovativo e laboratoriale all’insegnamento:

  1. La pratica riflessiva

Alla base di ogni vero progresso c’è la nostra volontà e capacità di riflettere costantemente su noi stessi, sul nostro modo di essere insegnanti, sui nostri obiettivi, limiti e punti di forza in un’ottica non giudicante, ma progettuale. Si tratta di un lavoro senza fine che deve partire dall’insegnante prima di essere rivolta agli studenti. 

  1. L’attenzione al processo

Quello che conta è il viaggio. Anche nell’apprendimento. Focalizzarsi sul processo più che sui risultati significa concentrarsi sul “come” più che sul “cosa” e spostarsi continuamente dall’agire al riflettere in un processo costante di metacognizione, di consapevolezza sui propri processi di pensiero. In una classe dove la focalizzazione è posta sul processo ognuno sarà messo nelle condizioni di seguire i propri tempi e potrà perseguire obiettivi personalizzati. 

  1. La comunità

Insieme si cresce e l’insieme è qualcosa di più della somma delle parti. Se la classe riuscirà a trasformarsi in una vera comunità in cui studenti e insegnanti si sostengono, si scambiano feedback e storie, discutono, pensano e si confrontano, l’apprendimento ne sarà potenziato.  Si gettano così le basi per una cittadinanza consapevole e attiva, il clima diventa positivo e le relazioni più distese.  Le comunità di studenti e di insegnanti vanno attivamente costruite, promosse e sostenute. 

  1. L’insegnante che diventa maestro artigiano

Insegnare è praticare in prima persona ciò che si insegna e l’insegnante più efficace non si limita a parlare, ma fa e mostra come si fa. La classe si trasforma così in un laboratorio artigianale dove si dedica tempo consistente alla pratica autonoma.

  1. Le strategie

Ogni abilità, per essere appresa, ha bisogno di strategie insegnate in modo esplicito e mirato. Le strategie sono gli “How to” che permettono di costruire abilità permanenti. Le minilesson sono i momenti in cui le strategie vengono insegnate. Il tempo delle lezioni frontali, inserendo un solo insegnamento alla volta, si riduce notevolmente per lasciare spazio alla pratica individuale.

  1. L’autovalutazione

Gli studenti sono guidati a riconoscere i loro punti di forza, le aree su cui lavorare: in questo modo imparano a conoscersi e si danno loro stessi obiettivi importanti e realistici. Sono loro i protagonisti e i viaggiatori! Autovalutazione e metacognizione sono strettamente intrecciate: non vi può essere la prima senza la seconda.

Concludendo, l’intera sessione di laboratorio si è svolta replicando perfettamente l’approccio del WRW: i brevi momenti di presentazione frontale sono stati intervallati da svariate occasioni di coinvolgimento attivo dei partecipanti,  seguite a loro volta da una vivace fase di condivisione e di confronto. Il tutto in un clima di autenticità e gioiosità che sono due fra le più importanti parole chiave che ricorrono in questo metodo e lo caratterizzano.

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Riflessioni post Seminario IDeA 18 gennaio 2020

Il seminario del 18 gennaio 2020 voluto dalla Rete IDeA e organizzato dall’I.C. di Cavalese ha visto la partecipazione di più di cento docenti appartenenti agli istituti della Rete. Non solo è stata l’occasione per conoscere e stringere amicizia fra colleghi delle valli Fiemme e Fassa con quelli della valle dell’Adige e del bacino di Riva del Garda, ma anche per condividere esperienze e pratiche altrimenti poco accessibili. E’ questo uno dei motivi per cui esiste la rete IDEA: venire a conoscenza di soluzioni per problemi comuni, sapere “come fanno gli altri”, avere un confronto con e un riscontro da esperti riconosciuti a livello nazionale, riconoscere negli altri colleghi le energie per cambiare il proprio modo di lavorare e lasciarsi influenzare, partecipare ad un progetto comune volto ad un cambiamento dinamico nel tempo delle modalità e degli spazi in cui la scuola ha luogo.

La docente Beate Weyland e una sua ricercatrice della Libera Università di Bolzano sono state il motore di una riflessione sul tema degli spazi di apprendimento basata su dialogo e didattica laboratoriale. Il laboratorio è stata il momento per riflettere su come sono adesso i nostri spazi, su come li stiamo vivendo, impiegando o non usando, come li vorremmo gestire e perché non ci soddisfano.

Le esperte di INDIRE Elena Mosa, Maria Guida e Silvia Panzavolta sono state invece l’occasione per ribadire il cambiamento del paradigma: basta scuola trasmissiva, benvenuta scuola della costruzione collettiva della conoscenza e della competenza.

Quanto detto sopra è stato ovviamente sentito in maniera differente da ciascun partecipante e tutto ha avuto molto senso fin quando l’intenzione era di tirarsi su le maniche per mettere in pratica quanto suggerito dagli esperti in collaborazione con il colleghi e il proprio dirigente. Sappiamo com’è finita e che siamo in attesa di tempi migliori.

Quello che non ci è mancato però è stato il tempo per pensare il nostro ritorno in classe, diverso da quello vissuto durante il lockdown, su come vogliamo il nostro ambiente di lavoro condiviso con gli alunni e il personale scolastico. Questo è un tempo prezioso per riflettere, visto che è necessario rispettare le regole contro la diffusione del virus, un tempo per imparare ad usare le ICT nel miglior modo possibile, un tempo per imparare a gestire l’ansia della prestazione a distanza che a volte ci porta a caricare gli alunni e le famiglie di compiti che difficilmente svolgeremmo insieme in classe.

Presentati (articolo di esempio)

Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.

Oggi pubblicherai un articolo. Non preoccuparti di come appare il blog. Non preoccuparti se non gli hai ancora dato un nome o ti senti sopraffatto. Devi solo fare clic sul pulsante “Nuovo articolo” e dirci perché sei qui.

Perché lo fai?

  • Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
  • Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.

L’articolo può essere breve o lungo, un’introduzione personale alla tua vita o una dichiarazione d’intenti tipica da blog, un manifesto per il futuro o un semplice schema dei tipi di cose che speri di pubblicare.

Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:

  • Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
  • Di quali argomenti pensi che scriverai?
  • Con chi ti piacerebbe connetterti tramite il blog?
  • Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?

Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.

Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

Quando sei pronto per pubblicare, assegna al tuo articolo da tre a cinque tag che descrivano il focus del tuo blog: scrivere, fotografia, fiction, genitorialità, cibo, automobili, film, sport, qualsiasi cosa. I tag aiuteranno le persone che si interessano di questi argomenti a trovarti nel Lettore. Assicurati che uno dei tag sia “zerotohero”, in modo che anche altri nuovi blogger possano trovarti.

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Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

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Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

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